Crea sito
Momenti Audaci

Momenti Audaci

Ci sono attimi che rimangono impressi nelle memorie di ognuno di noi.

Alcuni sono ricordi fugaci e prove lontane, di un mondo che forse non è mai esistito.

Altri sono intimi momenti in famiglia, o quelli dei primi amori. Un odore può riportare alla mente un passato remoto, una sensazione che, più si va avanti, più si può tingere del colore del sogno. E qualunque di questi attimi, incastrato tra le sabbie della propria vita, riporterà alla mente un mondo onirico e lontano, se riportato a galla.

A volte, questi ricordi si “percepiscono” e basta. Nel momento in cui succede qualcosa di importante, si forma una piccola scintilla di coscienza e di illuminazione, nel flusso dell’esistenza. Qualcosa che ti fa dire: “di questo me ne ricorderò”.

Possono essere cose sciocche, importanti, o semplicemente “cose”. Naturalmente, quando accade qualcosa di questo tipo, si riempiono degli spazi vuoti nel flusso di ricordi, e questi attimi diventano profondamente e inconsapevolmente parte del proprio essere.

Capita che, alcune volte, ci si renda conto che questi attimi saranno ricordati anche cinquantanni dopo.

Recentemente, mi è successo. Può sembrare stupido, dall’esterno. Ma è capitato.

Della sera del 22 luglio, mi ricorderò queste cose: una marea di fulmini che s’abbatte sulla mia città, una tempesta inarrestabile, una fortissima emozione inaspettata e la faccia di mio padre, oramai anziano, che si commuove nuovamente per la sua squadra in B. I giocatori in circolo, le urla in lontananza, i clacson delle auto tanto simili a quelli dei mondiali 2006; l’aria pesante, come se tutta la città fosse stata spinta da un uragano inarrestabile. Il forte pensiero e convincimento che siamo solo agli inizi, e non sarebbe finita in quel momento. Che ci siamo, che ci saremo, di nuovo, in qualcosa di più ampio.

In quell’istante, capii che tutti questi attimi erano già parte di me. A quel punto, furono già consegnati alla storia.

Forse la vita vera è veramente tutta qui: emozioni fortissime, incastrate nei ricordi più puri e potenti di ognuno di noi. A volte, basta qualcosa come il calcio per farcene rendere conto. Una cosa talmente semplice e banale da cancellare momentaneamente, in un battito divino, qualunque altra cosa.

Forse, è proprio questo che significa vivere.

Buon cammino di serie B a tutta la Reggiana e a tutta la nostra città.
In particolare, senza nulla togliere nulla a questa incredibile squadra, buon cammino al Capitano Spanò, alle sue scelte coraggiose e alla sua integrità. Buon cammino al futuro luminoso di Auguste Kargbò. Un abbraccio ad Alvini e a tutti i suoi ragazzi, a quel cerchio infinito di emozioni che abbiamo visto, così fisicamente lontani eppure vicini come non mai.


Aspettiamo tutti altri ricordi, altre emozioni, nuovi orizzonti!

Alessandro Barozzi

Membro del Direttivo del Centro Sociale Venezia. Nella vita sono molte cose: commerciante, web designer, operatore sociale, appassionato di storia.
Close Menu
0Shares
0